Nel vasto mondo dell’ospitalità l’igiene ha superato categoria prezzo e posizione come fattore principale di scelta per il viaggiatore moderno. Oggi gli ospiti non cercano solo camere belle, ma ambienti sicuri, sanificati e documentati in ogni fase della loro permanenza.
Un sistema HACCP — Hazard Analysis and Critical Control Points (Analisi dei pericoli e controllo dei punti critici) — può sembrare, per tradizione, confinato alle cucine. In realtà, applicare questi principi alla pulizia alberghiera significa gestire in modo preventivo ogni rischio igienico nella struttura, dall’ingresso fino alla camera e alle aree comuni.
Secondo il Regolamento (CE) n. 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari, recepito in Italia con il Decreto Legislativo n. 193/2007, l’HACCP è un sistema obbligatorio per tutte le imprese che operano nel settore alimentare e servizi ricettivi con somministrazione di cibi, ma i suoi principi sono applicabili con grande valore anche alla pulizia di ambienti non alimentari come camere, bagni e aree comuni.
“Un approccio sistematico alla sicurezza igienica non solo riduce i rischi sanitari, ma migliora la percezione di qualità del servizio e la fiducia del cliente.”
Prof. Pier Luigi Rossi, Esperto in Sicurezza Alimentare, Università di Milano
Perché integrare l’HACCP nelle pulizie alberghiere
L’HACCP non è una moda: è un sistema provato e normativo, basato su prevenzione, monitoraggio e documentazione. Questo implica che non si pulisce “a vista”, ma secondo procedure validate e controllabili, riducendo la possibilità di errori umani e aumentando l’efficacia della sanificazione.

Nel 2025, l’Unione Europea ha aggiornato linee guida e criteri su aspetti come digitalizzazione dei processi di controllo e tracciabilità. In Italia, molte regioni stanno già applicando questi criteri potenziati con software di gestione e registri digitali per controlli più rapidi ed efficaci.
Dal punto di vista normativo italiano, il mancato rispetto di protocolli HACCP legati alla sicurezza alimentare e igienica può comportare sanzioni amministrative e potenziali responsabilità legali per il datore di lavoro, soprattutto se una contaminazione dovesse causare un danno sanitario o reputazionale.
Come l’HACCP si traduce nella pulizia delle strutture ricettive
L’adozione di un piano HACCP non significa solo apporre firme su fogli di carta. Si tratta di revisione e gestione dei processi, monitoraggio permanente e documentazione comprensibile e verificabile.
Le “buone pratiche igieniche” (GHP) che stanno alla base dell’HACCP coprono aree che ogni hotel deve considerare come centrali per diventare affidabile e competitivo.

Checklist essenziali: dove si concentra il controllo
Di seguito una lista numerata delle aree critiche per l’applicazione operativa dell’HACCP nei servizi di pulizia alberghiera:
- Camere da letto e zone ad alto contatto: superfici tattili (telecomando, interruttori, maniglie) e sanitari devono essere trattati con protocolli specifici e tracciati.
- Bagni: la sanificazione delle piastrelle, rubinetteria e pozzetti di scarico richiede misurazioni di efficacia e prove documentate.
- Aree comuni: reception, bar interno, palestra e ascensore mantengono alti livelli di traffico; ogni pulizia deve includere registrazioni delle frequenze e dei risultati.
- Cucine, servizi food & beverage e zona buffet: qui l’applicazione più rigorosa dell’HACCP è obbligatoria per legge, ma integrare gli stessi standard nelle aree collegate alla pulizia aumenta coerenza operativa e sicurezza percepita.
- Back-office, lavanderia e aree di stoccaggio: la separazione di “sporco” e “pulito” delle biancherie, la conservazione dei prodotti chimici e l’igienizzazione degli spazi di servizio sono tutti aspetti critici da documentare.
Errori comuni nell’implementazione e come evitarli
Un errore diffuso è confondere detergenza e disinfezione: non tutti i prodotti universalmente chiamati “disinfettanti” sono efficaci a livello microbiologico, né sono tutti riconosciuti dalle autorità sanitarie per i trattamenti HACCP. È fondamentale utilizzare solo prodotti con efficacia scientificamente validata e integrati nelle procedure documentate del piano di autocontrollo.
La persona chiave: chi guida, coordina e verifica
Una figura come l’Hygiene Manager o il Responsabile della Sicurezza Igienica diventa fondamentale per supervisionare:
- La formazione del personale alle procedure;
- Il monitoraggio quotidiano dei CCP (Critical Control Points);
- La gestione della documentazione, digitale o cartacea;
- Le verifiche interne e le audit di conformità.
Questa leadership è ciò che trasforma un semplice piano in un sistema vivo, aggiornato e certificabile.
“Non possiamo gestire ciò che non misuriamo; non possiamo misurare ciò che non controlliamo.”
W. Edwards Deming, pioniere della gestione della qualità
HACCP come asset strategico per la reputazione dell’hotel
Più che un obbligo, l’HACCP rappresenta oggi un messaggio di fiducia verso gli ospiti. La trasparenza documentale, la tracciabilità digitale e l’approccio basato sulla prevenzione diventano argomentazioni persuasive nel marketing alberghiero moderno.

Shine Royal integra i principi HACCP nei suoi servizi di pulizia professionale per hotel:
- Protocollo operativo con CCP definiti,
- Monitoraggio quotidiano con documentazione digitale,
- Reportistica pronta per audit e controlli,
- Formazione continua del personale operativo.
Dalla pulizia visiva alla sicurezza certificata
In un mercato dove le recensioni contano più di ogni altro fattore, trasformare la pulizia in un processo certificato e documentato è una leva di competitività non solo operativa, ma anche commerciale.
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